L’INAIL ha introdotto importanti cambiamenti nelle procedure di certificazione medica e riammissione del lavoratore infortunato. Con la circolare n. 17 del 29 aprile 2026, l’Istituto ha chiarito i criteri operativi che aziende e professionisti devono seguire al termine di un infortunio.
Addio al Certificato “Definitivo” Obbligatorio
La principale novità riguarda l’eliminazione dell’obbligo normativo di produrre un certificato medico espressamente qualificato come “definitivo”. Il lavoratore può ora rientrare in servizio alla scadenza dell’ultimo periodo di prognosi indicato nell’ultimo certificato trasmesso all’INAIL, senza necessità di ulteriori attestazioni (salvo sorveglianza sanitaria).
Questo semplifica significativamente la gestione amministrativa, riducendo la documentazione richiesta.
Se alla scadenza della prognosi non arriva alcun certificato continuativo, l’INAIL procede in autonomia alla definizione d’ufficio del periodo di inabilità entro 15 giorni.
Rientro Anticipato: Obbligatoria la Certificazione
Chi desidera tornare a lavoro prima della scadenza prevista ha bisogno di un certificato medico di riduzione della prognosi rilasciato da un medico abilitato. In assenza, il datore di lavoro non può autorizzare il rientro. Non è negoziabile.
Come Gestire Correttamente in Azienda
La circolare fornisce raccomandazioni pratiche:
- Verificare la corrispondenza tra data di rientro e scadenza ultimo certificato INAIL
- Non richiedere certificazioni aggiuntive di guarigione (se non obbligatorio per sorveglianza sanitaria)
- Acquisire preventivamente il certificato per rientri anticipati
- Aggiornare puntualmente la documentazione interna
- Conservare tutto nel fascicolo personale del lavoratore
Attenzione: Responsabilità Civile e Penale
Un aspetto cruciale: la riammissione di un lavoratore non pienamente ristabilito espone il datore a responsabilità civile (art. 2087 c.c.) e penale (lesioni colpose, violazioni in materia di salute e sicurezza).
In caso di dubbi sulla riammissione, è opportuno contattare l’RSPP e il medico competente. La compliance con le nuove indicazioni è essenziale per evitare rischi legali. Verificare sempre la compatibilità tra stato di salute del lavoratore e mansioni assegnate, e non consentire rientri anticipati senza la necessaria certificazione.
Vale Anche per le Malattie Professionali
Gli stessi criteri si applicano ai casi di rientro successivo a periodi di inabilità da patologie professionali riconosciute dall’INAIL.


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